Storie senza zucchero, per favore

Il viaggio dell’eroe di Daemon Targaryen sta durando troppo?

E perché un personaggio che ci piaceva tanto adesso inizia ad annoiarci?

Azione! Anzi no…

Ciao fan di House of the Dragon, l’articolo di oggi è dedicato a voi. Io sono un appassionato del mondo creato da Martin da molti anni e conservo ancora la stupidissima e magnifica abitudine di vedere gli episodi in contemporanea con l’uscita negli Stati Uniti.

Il che mi porta ad essere molto assonnato durante l’episodio, perché “in contemporanea con gli Stati Uniti” si traduce con “le 3 di notte”.

Don’t get me wrong, amo House of the Dragon, il lavoro che stanno facendo con I personaggi è magistrale. Aegon è un vero re adolescente pieno di traumi irrisolti, Aemond non è un semplice terminator e ha un suo spessore al di là della crudeltà, Alicent è un personaggio nostalgico costruito benissimo, persino Criston Cole sta iniziando un arco di trasformazione (e non era semplice con uno come Cole).

E allora perché le ultime puntate sembrano aver rallentato il tutto? Secondo me, c’è più di una risposta.

L’azione necessita di costruzione.

E questa è la prima considerazione da tenere a mente. Solo azione, colpi di scena e effetti wow senza contesto e costruzione rischiano di togliere spessore e generare una di quelle trame tutto fumo e cose fighe che (a me) non piacciono.

La morte di Rhaenys

L’ultima scena della quarta puntata ha alzato il livello “wow” della serie. Scena epica che racchiude tutto: sacrificio, tradimenti, colpi bassi, stupore, distruzione e draghi. Mi sembra normale avere qualche difficoltà nel reggere il confronto con le scene/puntate successive. Come quando fai un regalo a qualcuno senza seguire la legge degli “standard”. Prendiamo mia sorella come esempio. Se scelgo di regalare a mia sorella un viaggio di un mese alla Maldive per il compleanno e a Natale mi presento con un libro, lei potrebbe rimanerne delusa. Non importa quanto bello possa essere il libro, non è nulla in confronto.

Ecco, House of the Dragon ci ha regalato le Maldive nella quarta puntata. E non importa quanto belli sono i libri della quinta e sesta puntata.

Daemon

E poi c’è Daemon. Il personaggio più misterioso della prima stagione. Portava lui l’azione con il suo caos e le sue scelte dubbie. Uno shapeshifter che non rifletteva. Agiva. Forse per questo ci piaceva.

Adesso, sta riflettendo sulle sue azioni (con coercizione, ma sta riflettendo). Riflette sui suoi rapporti personali, sulle sue scelte, la sua vita. Insomma, un vero e proprio processo di trasformazione che comincia dalla scoperta e accettazione di sé, che si preannuncia molto lungo.

Daemon Targaryen

E queste scene di trasformazione e analisi ad Harrenal cominciano a essere troppo lunghe. Come se noi spettatori avessimo capito e accettato Daemon, ma lui non ha fatto lo stesso. E siamo in attesa che lui cambi, o che scelga di rimanere tale consapevolmente. Ma lui non sta scegliendo, è fermo. E l’azione che ci piaceva è bloccata con un tasto pausa incarnato dalla misteriosa Alys Rivers.

Ma…stanno costruendo

Mi piace concludere con una speranza. Tutto questo è vero e giustificato. E proprio per questo dobbiamo attendere, dare tempo al tempo. Stanno costruendo personaggi sempre più complessi per poi mettere in scena momenti epici che non dimenticheremo facilmente.