Storie senza zucchero, per favore

McLuhan aveva ragione o gli scioperanti americani possono stare tranquilli?

Gli attori dei videogiochi americani in sciopero. Chiedono una regolamentazione sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle produzioni. Come biasimarli, la minaccia della sostituzione del loro lavoro ad opera dell’intelligenza artificiale fa maledettamente paura.

Mi sono ritrovato a pensare a Marshall McLuhan, filosofo dei media, che ha sempre sostenuto che “il medium è il messaggio”.

Cosa avrebbe detto McLuhan di questa nuova ondata di automazione e digitalizzazione del lavoro? Gli scioperanti possono stare tranquilli?

Il pensiero di McLuhan

Marshall McLuhan è noto per le sue intuizioni sull’influenza dei media sulla società. Una delle sue affermazioni più celebri, “il medium è il messaggio”, suggerisce che il mezzo attraverso cui un messaggio è trasmesso ha un impatto maggiore sul nostro modo di percepire e comprendere quel messaggio, rispetto al contenuto stesso. Insomma, il mezzo conta più del contenuto e i media non sono semplici mezzi di comunicazione.

E gli attori dei videogiochi…?

Gli attori dei videogiochi, inclusi i doppiatori e i professionisti della motion capture, si trovano oggi a fronteggiare l’avanzata delle tecnologie di intelligenza artificiale, che promettono di rivoluzionare la produzione di contenuti.

McLuhan avrebbe visto in questa trasformazione una nuova estensione delle capacità umane, un mezzo che non solo amplifica, ma modifica profondamente il nostro modo di lavorare e interagire con la realtà virtuale e digitale.

Automazione come nuovo medium

    Avrebbe probabilmente riconosciuto l’intelligenza artificiale come un medium che sta trasformando l’industria dei videogiochi. L’automazione può generare dialoghi, animazioni e persino intere scene, riducendo la necessità di attori umani.

    Questo cambiamento non è solo tecnico, ma culturale, poiché modifica il modo in cui i giocatori vivono l’esperienza di gioco. Se McLuhan avesse avuto ragione, la protesta degli attori non riguarderebbe solo la loro sopravvivenza professionale, ma la qualità e la natura stessa dell’esperienza di un videogioco.

    Estensione dell’uomo

      McLuhan teorizzava che i media sono estensioni delle capacità umane. L’intelligenza artificiale, quindi, non è solo uno strumento, ma un’estensione delle nostre capacità cognitive e creative.

      Ma MIND THE GAP, il rischio di alienazione è molto alto.

      Gli attori temono che la loro arte possa essere replicata digitalmente senza il loro consenso, riducendo la loro partecipazione e controllo sul lavoro. Se non regolata, questa trasformazione potrebbe svuotare di significato l’elemento umano e creativo dei videogiochi. E su questo McLuhan sarebbe stato d’accordo.

      Quindi? Gli scioperanti possono stare tranquilli?

      No.

      Beh, ecco mettiamola così. Se l’intelligenza artificiale, nella concezione di McLuhan, venisse considerata come estensione dell’uomo e delle sue capacità cognitive, allora c’è bisogno di barriere e leggi che limitino l’alienazione.

      Gli scioperanti hanno ragione a chiedere regolamentazioni che garantiscano il rispetto dei diritti e delle competenze umane. Senza regolamentazione, il loro lavoro è a rischio.

      La sfida futura sarà proprio trovare un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la preservazione del valore umano nel mondo dei videogiochi.