Storie senza zucchero, per favore

Norvegia e Venezuela: stessa risorsa, resa diversa

Si sta parlando molto della dubbia legittimità delle recenti elezioni in Venezuela. Quando mai, è una prassi, basta ricordare il 2018.

Anche oggi il protagonista è Maduro, il presidente che si fa carico dei numerosissimi problemi dello stato venezuelano con manovre molto spesso poco chiare e quantomeno dubbie. Oltre a una buona dose di autoritarismo e repressione politica dell’opposizione.

L’instabilità politica è sicuramente una delle chiavi per leggere la delicata situazione economica del Venezuela, che, pur essendo stato il paese più ricco del Sudamerica meno di un secolo fa, oggi fa i conti con un’iperinflazione spaventosa, un tasso di disoccupazione insostenibile e una costante svalutazione della moneta.

Risulta inevitabile allora quell’instabilità politica di cui parlavamo. Ma allora mi sono chiesto: com’è possibile?

Il Venezuela è un paese ricco di petrolio e non l’hanno certo scoperto ieri. Il mondo è pieno di esempi di stati ricchi di petrolio che hanno saputo trasformare questa risorsa in un vero e proprio motore per il benessere dello stato. Penso alla Norvegia, ad esempio.

Chiediamoci allora cosa hanno fatto di diverso la Norvegia e il Venezuela nel corso degli anni con la stessa risorsa petrolifera a disposizione. Perché uno è un paese ricco e l’altro tra i più poveri al mondo?

Il rapporto con il petrolio della Norvegia

  • Fondo sovrano: La Norvegia ha creato il Fondo Pensione Governativo Globale (noto anche come Fondo Petrolifero Norvegese) nel 1990. Questo fondo investe i proventi del petrolio all’estero, diversificando così l’economia e proteggendola dalle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Attualmente, è uno dei fondi sovrani più grandi al mondo, con asset valutati in oltre 1.3 trilioni di dollari.
  • Risparmi e investimenti: Solo una piccola parte dei proventi del petrolio viene utilizzata annualmente nel bilancio statale, mentre la maggior parte viene risparmiata e investita a lungo termine.
  • Regolamentazione e trasparenza: La Norvegia mantiene elevati standard di regolamentazione e trasparenza. Le decisioni economiche sono guidate da principi di prudenza fiscale e responsabilità.
  • Diversificazione economica: Sebbene il petrolio sia una componente significativa dell’economia norvegese, il paese ha sviluppato altri settori come la pesca, la produzione di attrezzature marittime e l’energia rinnovabile.
  • Welfare State: La Norvegia ha un sistema di welfare ben sviluppato che garantisce istruzione, sanità e pensioni di alta qualità per tutti i cittadini.
  • Investimenti in infrastrutture e istruzione: Il governo investe pesantemente in infrastrutture, istruzione e ricerca e sviluppo, migliorando la qualità della vita e la produttività del lavoro.

Il rapporto con il petrolio del Venezuela

  • Dipendenza dal petrolio: Il Venezuela non ha creato un fondo sovrano simile a quello della Norvegia. Le entrate petrolifere sono state utilizzate principalmente per finanziare spese correnti e programmi sociali, senza adeguati investimenti a lungo termine.
  • Corruzione e malgestione: La gestione delle risorse petrolifere è stata caratterizzata da corruzione e inefficienza, con molte entrate che sono state disperse o mal utilizzate.
  • Controlli sui prezzi e sui cambi: L’implementazione di rigidi controlli sui prezzi ha portato a carenze di beni di prima necessità. I controlli sui cambi hanno incentivato il mercato nero delle valute, creando un’economia parallela.
  • Nazionalizzazioni: Nazionalizzazioni estese e la gestione statale inefficiente hanno ridotto la produttività e aumentato la dipendenza dalle importazioni.
  • Espansione monetaria: Per finanziare il deficit, il governo venezuelano ha stampato grandi quantità di moneta, portando all’iperinflazione. Nel 2018, il tasso di inflazione ha raggiunto oltre il 1.000.000%, erodendo completamente il potere d’acquisto della popolazione.
  • Crollo della valuta: Il bolívar ha subito svalutazioni drammatiche, rendendo la valuta quasi priva di valore e aggravando ulteriormente la crisi economica.

Tirate voi le vostre conclusioni. La gestione economica è la chiave principale della gestione di uno stato, in assenza di questa si scatenano non solo problemi economici, ma anche di tipo culturale, sociale e di ordine pubblico, lasciando spazio alla corruzione, all’autoritarismo e molto altro.

Non è ovviamente l’unico fattore. Ma meritava una riflessione.