Harry Potter e i Doni della Morte e Il Ritorno del Re sono due dei romanzi più amati in assoluto, il primo soprattutto. Ma perché? Perché i Doni della Morte e non la Pietra Filosofale? Perché Il Ritorno del Re e non La Compagnia dell’Anello? Capiamolo insieme.
Valutazioni: cosa ci dicono i numeri?
Harry Potter e i Doni della Morte ha raccolto un punteggio medio di 4,62 stelle su Goodreads, basato su oltre 3,8 milioni di valutazioni e 72.000 recensioni.
Il Ritorno del Re, l’ultimo capitolo della trilogia di Tolkien, gode di una valutazione media di 4,56 su Goodreads, con oltre 700.000 recensioni e 2 milioni di valutazioni.
Ovviamente anche i numeri dei primi libri delle rispettive saghe sono molto alti, ma è curioso trovare in cima alle classifiche i finali, non trovate?
Spesso il finale è la spada di Damocle delle saghe letterarie e cinematografiche molto lunghe. Questo perché è difficile mettere d’accordo tutti, superare la nostalgia, dare un senso a tutte le sottotrame. Insomma basta guardare Game of Thrones.
L’impatto di un finale ben riuscito
Da qui arriva la domanda: perché in queste due saghe il finale non solo è apprezzato, ma supera anche l’inizio e lo svolgimento della storia? La valutazione altissima de I Doni della Morte e Il Ritorno del Re deriva in buona parte dalla loro capacità di risolvere tutti i nodi narrativi con coerenza e soddisfazione. Ogni trama secondaria trova una chiusura e i personaggi completano la loro evoluzione, confermando i temi centrali delle opere.
Uno dei motivi principali per cui i finali sono così impegnativi è che devono soddisfare le aspettative del lettore e, allo stesso tempo, sorprendere. Gli autori devono mantenere la coerenza narrativa, ma offrire comunque elementi nuovi e memorabili. Nelle saghe di Rowling e Tolkien, questo equilibrio è stato raggiunto grazie a una profonda comprensione dei personaggi e dei temi.
I finali e il loro effetto sulle valutazioni complessive
Analizzando le statistiche di Goodreads, possiamo giungere a una conclusione: un buon finale non solo lascia un segno duraturo, ma spesso fa sì che un’intera serie venga ricordata e valutata con affetto. Questo spiega perché, nei casi di Harry Potter e Il Signore degli Anelli, i finali elevano l’apprezzamento di tutta la saga e attirano continue nuove valutazioni positive. Per molti lettori è proprio la chiusura di un ciclo narrativo lungo che trasforma un buon libro in un “libro indimenticabile”, o almeno per me.
Insomma, i dati di Goodreads e le opinioni degli utenti ci suggeriscono che scrivere un finale è una sfida ardua ma, se ben riuscito, un finale può trasformare l’opera intera in uno dei libri più amati di sempre.

